carta velina

un video al giorno (se ce la faccio)

Archivio per maggio 2005

Legislazioni diverse

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nella foto qui sotto, un posto dove la legge anti fumo non vale (ma – è stato precisato – solo in occasione di riunioni particolarmente difficili).
Sala del Consiglio dei Ministri
in questa invece un posto dove presto sarà vietato fumare
Stadio Giuseppe Meazza di Milano

Scritto da Franco Bellacci

maggio 31, 2005 alle 7:46 pm

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Non so come intitolare questo post

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E’ che sono disorientato. Potrei chiamarlo meglio tardi che mai. La società Torino calcio a 2 giornate dalla fine del campionato ha esonerato l’allenatore Ezio Rossi. In effetti il buon Ezio ha mostrato senza alcun ragionevole dubbio di non essere in grado di allenare questa squadra. Rossi invero ha 1000 attenuanti, fra tutti, e basterebbe, la pessima dirigenza. Questo però non sposta di una virgola la questione, il rapporto fra Rossi e il Torino non ha funzionato. Il punto è che tutti si erano accorti di questa cosa da più di un anno. Però la dirigenza appunto, ha preferito insistere, in questa stagione inoltre dopo una buona partenza, ha mostrato in modo evidente tutti i suoi limiti, soprattutto quelli caratteriali e ci sono state almeno 5/6 occasioni per sostituirlo.
Invece si è scelto di proseguire, nonostante le dimissioni di Cravero da direttore sportivo, che ne chiedeva l’esonero.
Ora a 2 giornate dal termine con i playoff che incombono, con una serie di non sconfitte di 10 giornate, la più lunga da quando è a Torino, viene esonerato. La direigenza però gli rimprovera l’atteggiamento della squadra nelle due ultime trasferte, di qui la decisione per correre ai ripari, una decisione però intempestiva che potrebbe far discendere il titolo: chiudere la stalla quando i buoi son già tutti scappati. Oppure meglio ancora: il caldo fa male. Il punto è che questa decisione, che giunge con un anno di ritardo è così demenziale per la sua tempistica che il titolo può essere uno solo: dirigenza di incapaci. Per sostituirlo poi, viene scelto non un allenatore, ma Zaccarelli che è già direttore generale e direttore sportivo ad interim, dalle dimissioni di Cravero. Da oggi quindi è direttore generale, direttore sportivo e allenatore, credo sia inutile sottolineare che Zaccarelli non saprebbe coprire con eccellenza nessuno di questi tre ruoli, anche dedicandosi esclusivamente ad uno, figuriamoci a tre insieme. Ma il problema della competenza al Torino calcio è derubricato a livello di quisquilia da almeno 10 anni.

Scritto da Franco Bellacci

maggio 31, 2005 alle 7:14 pm

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Ora e per sempre

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Liberato e a disposizione di tutti

Finalmente dissequestrato dalle logiche (non)distributive, e affidato a quelle dell’home video, ho potuto vedere Ora e per sempre. In realtà nel film, il grande Torino è solo un pretesto. La storia parla del rapporto padre-figlio, e di come un padre aiuti il figlio ad interrogarsi sul senso della vita. E’ una favola dove si passa continuamente dal dopoguerra al presente, che nella sua semplicità appassiona. E se a qualcuno rimane l’amaro in bocca, questi sono quelli che si aspettavano un omaggio più diretto ai Campioni. Invece è un omaggio al sogno. Quei sogni che, come si dice mentre il film volge al termine, fanno bene all’anima. E se è stata utilizzata una squadra di calcio a fare da tramite fra il sogno e la vita è perché quella squadra nel dopoguerra è stato il sogno per una nazione.

Scritto da Franco Bellacci

maggio 30, 2005 alle 5:57 pm

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esultanze

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Troppo difficile per me riflettere sulle conseguenze del voto francese che ha bocciato la Costituzione Europea, però non posso non notare la curiosa eterogeneità degli esultanti: Bertinotti, Bossi, Montezemolo e Tremonti.

Scritto da Franco Bellacci

maggio 30, 2005 alle 2:17 pm

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A

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Una domenica decisamente complessa. Una salvezza che a tutti è costata 8 camice di sudore, 7 per le partite, Fiorentina – Brescia e quella delle avversarie, l’ottava è stata la propria.
Fra qualche anno, i tabellini e l’analisi della classifica finale non saranno adeguate nel raccontare quanto è successo nelle due ore più lunghe di tutta la stagione, soprattutto negli ultimi dieci minuti, quando hanno cominciato a rincorrersi le voci più disparate, che influenzano anche quelli come me, che stavano ascoltando la radio.
Anche io però come i tabelloni e le classifiche non sono all’altezza di raccontare quegli ultimi minuti. Quel caos silenzioso dello stadio, la voce del cronista di Bologna che sembrava provenire dal passato, mentre da Lecce il cronista si perdeva in troppi aggettivi per stare al passo con la partita, anche se la sua colpa più grave, quella che io non gli perdonerò mai, perché lo so che fra qualche decennio ne risentirò, è stata quella pausa, tutte quelle virgole, al 93° quando dopo aver detto “gol del Parma” si è interrotto prima di dire “annullato”.
Per fortuna in questo periodo la B è ferma, un doppio impegno ufficiale non l’avrei sopportato. Quindi queste insulse amichevoli di fine stagione, almeno per me, hanno un senso, in attesa dei playoff che designeranno la terza squadra che andrà in Serie A.

Scritto da Franco Bellacci

maggio 29, 2005 alle 7:44 pm

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Scampato pericolo

Scritto da Franco Bellacci

maggio 29, 2005 alle 7:40 pm

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Saper perdere

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Saper perdere

Vincere nello sport (ma non solo nello sport) è difficile, servono tante qualità: muscoli, testa, carattere, costanza, spirito di sacrificio, voglia di lottare ecc..
Saper vincere è ancora più difficile, perché solo qualcuno fra i vincitori sa vincere.
Perdere no. E’ semplicissimo.
Saper perdere invece è difficilissimo, occorrono qualità rare, che hanno poco a che vedere con le qualità tecniche, ma molto con quelle morali.
Ivan Basso al Giro ha mostrato di essere un grande campione, un vincente, ma soprattutto ha mostrato di saper perdere. Era in testa ed era il favorito. Sabato nella prima tappa dolomitica è stato male e lo hanno staccato. Ed è successo quando addosso aveva la maglia rosa. La maglia del leader, la maglia più cercata e ammirata, quella che ti distingue fra tutti. All’arrivo, poteva dire basta e invece ha voluto continuare. Domenica è andata anche peggio, stava malissimo, molti si sarebbero fermati, saliti sull’ammiraglia, utilizzando le forze residue per lanciare proclami per gli anni a venire. Basso invece ha preferito continuare, per rispetto dei suoi compagni, del Giro e dei suoi tifosi. All’arrivo ha accusato più di mezz’ora di ritardo. Ma neanche quel ritardo e l’essere scivolato in una posizione anonima di classifica lo hanno convinto a mollare, non si è arreso.
La sue vittorie di giovedì e venerdì sono poi la conseguenza di un comportamento esemplare da parte di un grande ciclista.

Scritto da Franco Bellacci

maggio 28, 2005 alle 1:47 pm

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blogger

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per ora la soluzione è tornare al vecchio, ma sempre affidabile blogger.
Sono anche riusciti a recupare i post, purtroppo non ho potuto fare nulla per i commenti, che sono andati persi.

Scritto da Franco Bellacci

maggio 26, 2005 alle 8:32 pm

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REDS

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Premessa uno: una finale decisa ai rigori non ha senso.
Premessa due: nei confronti del Milan ho un sentimento ambivalente. Mi piace la sua storia, non mi piace quello che rappresenta oggi, ha giocatori, una parte non tutti, simpatici e una dirigenza insopportabile.
Fine delle premesse.
Però stasera è stata meravigliosa. Chiunque ha un minimo di passione per il calcio prima di una partita importante, ha sognato la vittoria perfetta. Sicuramente a Liverpool c’è qualcuno che ha sognato qualcosa di quanto è avvenuto.
Un inizio disastroso, la Rimonta, i calciatori a pezzi nei supplementari, i miracoli del portiere. Poi la vittoria. La vittoria perfetta voleva un gol al 120°. E’ arrivata poco dopo, non cambia molto, se si tiene conto che questa vittoria è vera e non un sogno. Poi il sogno del tifoso si chiudeva con i tifosi che cantano l’inno, come sta succedendo ora.
Per quello che riguarda il Milan c’è poco da dire, stanotte a Milano saranno presi per il culo anche dagli interisti, credo basti questo.

Scritto da Franco Bellacci

maggio 25, 2005 alle 9:53 pm

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Questioni centrali

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Ma a voi interessa davvero sapere se nelle prossime elezioni politiche nella lista proporzionale, quella che elegge il 25% dei deputati, ci sarà la lista uniti nell’ulivo, oppure la lista della Margherita e quella dei DS. A Repubblica, tanto per dire, interessa tantissimo, nonostante che non sia in discussione l’alleanza di centrosinistra, non c’è giorno a cui non dedichi almeno due pagine.
Eppure argomenti alternativi non mancano: la recessione, una tornata referendaria su cui regna l’ignoranza, i movimenti del sistema bancario italiano, la congiura contro la Fiorentina, le possibilità del Toro di andare in serie A ecc. ecc.
Invece pare che oggi non esista altro che la discussione sulla lista unica.
Tanto che qualcuno anche a me ha chiesto cosa ne penso, se sono favorevole o meno a questa lista unica.
Io ho risposto che non ho un’idea precisa oggi, vorrei la lista unica, ma che questa non ha senso se poi gli eletti vanno a costituire gruppi separati. In ogni caso credo che il problema del centrosinistra non sia questo. L’obiettivo deve essere quello di presentare un programma credibile per affrontare al meglio questo periodo e di vincere le elezioni.
Poi capire quali e come saranno le forze che costituiranno il centrosinistra di domani è una questione che si porrà naturalmente.

Scritto da Franco Bellacci

maggio 24, 2005 alle 5:47 pm

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